Che vita

Uno scalpitio scolpito manda questo mondo al bando,
l’uomo dal fucile facile è tornato intronato.
Un tuo no è come un tuono, un suo no non è un suono,
è un anno di malanni, troppo sforzo per lo sfarzo.
Dio disse sì a te, disse siate sempre buoni,
oh Dio mio odio tutti, questa vita e questi vati.
Un infermo nell’inferno lento come questo vento
se ne sta col lago in gola e non sale senza sole.
Perdere per dare
perdere per donare
un po’ di te.
Un avaro avere vuole anche il soldo del soldato,
come un gallo resta a galla dentro il fosso dei fessi.
C’è chi evita la vita e la pace non gli piace,
c’è chi spera e chi spara, voi sparite e non sperate.
Questa paglia non si piglia e la trave non si trova,
questo trono non è un treno, ma una vanità svanita.
C’è un fungo in questo fango, è un chiodo che ci chiude,
è un carro che non corre come un tram al tramonto.
Perdere per dare
perdere perdonare
un po’ per te.

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