Importanza musica da film

L’importanza della musica in un film

Non sottovalutare la musica da film

THE IMPORTANCE OF MUSIC IN A MOVIE

I would like to share with you an interesting anecdote that should make some film directors think twice before saying “music is not so important”.

Importanza musica da film

«One must not underestimate the power of music within film, even if it is all too rarely appreciated. An  excellent example is “The Lost Weekend”: a 1945 film starring Ray Milland. Originally released without any music whatsoever, the audience laughed and sniggered, particularly during the most dramatic scenes, in which we were shown Milland’s descent into an alcoholic blur. After being shelved for a number of years, however, Miklos Rosza was brought into musically score the film and, upon its re-release (with no other alterations), the film went on to win best actor, best picture and best director… with no acknowledgement for the score!»

(Richard Davis)

Italia e italiani

Italia e italiani

Leggo con molto dispiacere alcuni commenti negativi nei confronti dell’Italia. E’ vero che il nostro Paese sta attraversando un periodo di crisi (e’ forse l’unico?), economica, politica, sociale. E’ vero che molta gente ha perso la fiducia e in tanti sono costretti ad emigrare. E’ vero che la corruzione e la criminalita’ occupano maggior parte dello spazio nei titoli dei mezzi di comunicazione e nelle pagine di cronaca.
E’ tutto vero ed e’ anche comprensibile e giustificato lamentarsi.

Pero’ trovo riduttivo, e triste, pensare che l’Italia sia solo il ritratto di una nazione da bandire o un concentrato di negativita’. E non e’ nemmeno rispettoso nei confronti dei milioni di italiani che sono onesti nella loro professione e fedeli ai loro valori.
Chi fa i sacrifici per portare avanti una famiglia, senza piegarsi e cedere alle lusinghe della disonesta’, non finisce sulle pagine dei giornali. Non dimentichiamoci le gare di solidarieta’ e generosita’ in occasione delle grandi tragedie. I caduti per la Patria. Le Forze dell’Ordine. I servizi di volontariato. Questa e’ l’Italia di cui dovremmo essere orgogliosi.

Tutto il mondo ci invidia le ricchezze che pur possedendo, spesso non apprezziamo: storia millenaria, collocazione e conformazione geografica, clima, arte, architettura, pittura, scultura, letteratura, teatro, musica, cinema, gastronomia, innovazioni scientifiche…

Abbiamo scoperto l’America.
Forse non tutti sanno che a scoprire il Canada fu proprio un italiano, Giovanni Caboto, nel 1497.

Abbiamo inventato la radio, il telefono, la pila, il motore a scoppio, il motorino, la moka, il pianoforte, il microprocessore…
Guido D’Arezzo e’ l’ideatore della moderna notazione musicale adottata in tutto il mondo. Quasi ovunque sulle partiture i segni di espressione sono in italiano. I “blue jeans” sono italiani.

In ogni campo dello scibile umano, abbiamo lasciato un segno. E poi abbiamo la nostra italianita’, nel bene e nel male, che non si puo’ spiegare a parole.

Questi nomi erano e sono italiani:

Alessandro Manzoni, Alessandro Volta, Amerigo Vespucci, Andrea Bocelli, Anna Magnani, Antonio Meucci, Antonio Vivaldi, Carla Fracci, Carlo Goldoni, Carlo Rubbia, Cesare Beccaria, Claudia Cardinale, Cristoforo Colombo, Dante Alighieri, Ennio Morricone, Enrico Fermi, Enzo Ferrari, Federico Fellini, Franco Modigliani, Galileo Galilei, Giacomo Puccini, Gianni Versace, Giordano Bruno, Giorgio Armani, Giotto, Giovanni Falcone, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mercalli, Giuseppe Verdi, Guglielmo Marconi, Leonardo Da Vinci, Luciano Pavarotti, Marcello Mastroianni, Marco Polo, Maria Montessori, Michelangelo Buonarroti, Paolo Borsellino, Raffaello, Riccardo Muti, Rita Levi Montalcini, Sandro Botticelli, Sofia Loren…

Come si fa a dimenticare e rinnegare tutto questo?

Di recente una persona si e’ rivolta a me dicendo: “Mi piace quando mi parli in italiano. Anche se non lo capisco, e’ bello sentirti parlare italiano”.

Luciano Lombardi

Italia e italiani