Pianoforte

Arte e pianoforte

Scritti didattici
Raccolta di pensieri di grandi musicisti ed insegnanti sull’arte del pianoforte e la musica in generale.

Il pianoforte

Arthur Rubinstein diceva: “Di tutti gli strumenti, quello che corrisponde meglio all’ufficio di amico è il pianoforte. Per questo io considero il suo insegnamento un gran beneficio per l’umanità, e non sarei contrario a renderne lo studio obbligatorio, considerandolo come intimo conforto dello scolaro e non tanto come mezzo di vanto personale.”

La didattica

È opinione di molti genitori che per insegnare gli elementi della musica ai propri figli, qualunque professore sia abbastanza buono. Questo è un grande errore perché non si avrà mai un edificio solido senza solide fondamenta. Quando un allievo ha contratto cattive abitudini, riesce molto difficile estirparle in seguito.

Il professore deve essere molto severo nel distruggere nei suoi scolari la fatale abitudine di fare smorfie suonando.

Bisognerebbe studiare molto con gli scolari, poiché quello che più conta non è la lezione, ma il lavoro serio a casa. E a casa lo scolaro ricade per lo più negli stessi errori corretti a lezione.

Siccome i metodi cattivi non soltanto sono inutili ma dannosi, è opportuno dirigersi fin dal principio al migliore insegnante che si possa trovare; altrimenti può accadere che l’allievo, oltre i suoi difetti naturali, acquisti quelli del suo educatore. Timoteo, famoso maestro di musica dell’antichità, soleva domandare il doppio dell’onorario a quegli studenti che erano già stati sotto altri precettori, perché in tal caso il lavoro era molto più difficile.

Per il dilettante le cognizioni musicali non sono che il completamento della sua educazione, quindi egli non può consacrarvi tanto tempo quanto il professionista. Ma pur rimanendo nei limiti tracciati dalla stessa differenza dello scopo che uno si prefigge, non si deve curare meno l’educazione del dilettante che quella dell’artista. Tutto ciò che il dilettante impara, comunque, deve saperlo alla perfezione. È un grave errore il pregiudizio che l’educazione del dilettante debba avere un carattere superficiale.

Arte e Pianoforte

Le doti… del buon pianista

Mozart, a chi lo interrogava sull’arte del pianoforte, rispondeva: “Tre cose sono necessarie per un buon pianista…” ed indicava la testa, il cuore e la punta delle dita.

Il musicista che non è commosso, che resta indifferente dinanzi a una bella statua o ad un dipinto, che la vista delle meraviglie della creazione non rende sognatore, non avrà mai né fuoco né entusiasmo. Egli è Tutt’al più un abile mestierante.

Coloro che si sentono predestinati o molto dotati, rammentino che potrebbero essere sorpassati da coloro che, senza essere predestinati o dotati, giungono con un lavoro giudizioso a dei risultati migliori, riuscendo a progredire di continuo. È il cammino dell’arte, e colui che è più capace di progredire è più artista degli altri.

L’esecuzione

Il buon esito di un pezzo dipende dall’attenzione più o meno scrupolosa che vi si presta. Questo è il segreto di una buona esecuzione… Si prende l’abitudine alla scrupolosa attenzione come alla noncuranza.

Non basta che l’allievo giunga solamente ad un’esecuzione pulita; egli deve suonare con gusto e sentimento e fare il suo lavoro con la massima accuratezza qualunque sforzo debba sostenere.

Come per cantare bisogna respirare, così per suonare il pianoforte bisogna sollevare la mano ed il braccio. Vi sono gesti lunghi e gesti brevi: quanto più le note sono lunghe e cantabili, tanto più i gesti sono ampi; quanto più le note sono brevi e rapide tanto più i gesti sono piccoli.

Mantieni scrupolosamente il tempo. L’esecuzione di taluni musicisti assomiglia all’andatura di un ubriaco: guardati dall’imitarli!

È bene che gli allievi si abituino presto a suonare a quattro mani. Essi si abitueranno così a suonare a tempo e a contare.

Espressione ed interpretazione

La bravura e la destrezza possono far meravigliare, ma solo l’espressione e il sentimento hanno il potere di commuovere.

Quando la musica non commuove, è insopportabile. Abbiate quindi la convinzione di quanto fate, se volete convincere gli altri.

L’esagerazione del sentimento è come una caricatura. Siate semplici e veri; così solamente voi farete vibrare i cuori.

Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato.

Per interpretare bene le musiche dei grandi maestri è necessario conoscere la loro biografia. Infatti le loro composizioni non sono che dei fogli staccati della loro vita, e per ben comprenderle importa cercare di penetrare più a fondo l’esistenza di quei musicisti ai quali gli scoraggiamenti di ogni genere, le lotte, a volte anche la miseria e le infermità, non poterono soffocare quella scintilla divina che chiamiamo genio.

Suonare in pubblico

La paura è il gran nemico di ogni virtù.

Quando l’allievo è giunto ad un certo grado di pratica, lo si dovrebbe far suonare qualcosa in pubblico: questo stimola la sua diligenza, gli dà coraggio e sicurezza.

Quando suonate, poco importano le persone che vi ascoltano. Suonate sempre come se foste in presenza di un maestro.

Aprendo l’orecchio e il cuore a ciò che suonano gli altri, non si sviluppa solamente il proprio giudizio e il proprio gusto, ma si giunge ben presto a gioire di ciò che non si possiede.

La preoccupazione di un passo difficile da eseguirsi si rivela dal numero di movimenti maldestri che facciamo. D’altra parte, quando siamo giunti al più alto grado di sicurezza e di abitudine, la calma generale del corpo prova che l’azione è limitata solamente ai movimenti necessari.

Ogni musicista prova sempre una certa sofferenza quando deve suonare in pubblico e far traboccare le proprie emozioni. Per dominare questa specie di paralisi egli ha bisogno di concentrarsi sopra un ricordo sereno e di isolarsi o fissare gli occhi in quelli dell’amico che lo comprende e lo applaude.

L’albero di Natale

 

Il Natale degli italiani: sogni, desideri e speranze di grandi e piccini attraverso i messaggi e le letterine indirizzati a Babbo Natale, condivisi tramite una “bacheca” atipica: l’albero di Natale.

Ogni messaggio nasconde una realtà, una storia, nella quale forse, possiamo identificarci. Tutto questo per me è stato fonte di ispirazione, a tal punto che ho voluto realizzare questo speciale video.

Buon Natale a tutti!

C’era una volta il Natale

Il Natale è una festa cristiana che ricorre il 25 dicembre, per ricordare e celebrare la nascita di Gesù Cristo. Per lo meno, così è stato per secoli.

Fino a qualche tempo fa, si cominciava a respirare l’aria magica di questa festività, non prima dell’8 dicembre, quando, per tradizione, si iniziava ad allestire il presepe o l’albero (di Natale, appunto), a seconda delle abitudini di famiglia, appena due settimane prima il sacro evento.

Ora invece, in questa società moderna, qualcuno (diciamo pure il consumismo?) ha deciso che il Natale appartiene anche ai non cristiani e i festeggiamenti, le celebrazioni possono iniziare pure ad ottobre, se non prima, quando le città e i centri commerciali sono già addobbati come nella notte della vigilia.

Quindi ben venga la parata di Babbo Natale a novembre! Non si sarà forse sparsa la voce secondo cui il Natale è stato istituito per festeggiare il personaggio col cappello rosso e barba bianca che arriva da chissà dove con le renne? Forse deve essere più facile credere a Babbo Natale che in Gesù.

Tutto questo andrebbe pure bene, se non si aggiungesse un curioso controsenso: ora i cristiani non sono più liberi di augurare e augurarsi “Buon Natale!”, come hanno sempre fatto; devono invece dire “Buone festività”, per rispetto di chi non è credente.

Luciano Lombardi

Altri temi natalizi:

Con tutto l’amore che ho

Colonna sonora originale

E’ disponibile online la colonna sonora del film “Con tutto l’amore che ho”, il film di Angelo Antonucci in uscita in Italia a maggio (2016). La protagonista e’ Cristel Carrisi, alla sua prima esperienza come attrice, ed autrice della canzone di apertura.

TrailerFotoAscolta/Acquista
Con Tutto L'amore Che Ho

Copertina del CD

 

Una fase della lavorazione della colonna sonora

Una fase della lavorazione della colonna sonora

 

Crying for her (Piangendo per lei)

Crying for her (Piangendo per lei)

Google-playiTunes

Altri simili:

Ennio Morricone contro John Williams

Note da Oscar

Ennio Morricone e John Williams sono senza dubbio i piu’ grandi compositori di musica per film attualmente viventi.

Ennio_Morricone-John_Williams-2016

Nel 2016 si presenta un “duello” avvincente, alla notte degli Oscars di Hollywood, per contendersi l’ambita statuetta.

John Williams e’ stato nominato numerosissime volte e pluri-premiato. Il nostro Ennio Morricone, nominato 6 volte, ricevendo pero’ soltanto il premio alla carriera, nel 2007, sembra sia il favorito quest’anno con la colonna sonora del film di Tarantino, The Hateful Height. A mio modesto avviso, il Maestro Morricone avrebbe senz’altro meritato di vincere prima, almeno con Mission.

In attesa del verdetto, mi piace condividere questi due arrangiamenti che ho realizzato, senza pretese, per diletto e sperimentazioni, come piccolo omaggio a due giganti del cinema.

Nei due video qui di seguito trovate un tema da “Harry Potter” e “La Califfa”.

Harry Potter

La Califfa

Altri links

Viaggio in treno

Viaggio in treno

Il viaggio in treno

Un viaggio in treno è un po’ una metafora della vita. Ad un certo punto si parte, sapendo già che il viaggio potrà essere lungo e breve allo stesso tempo.

Guardando fuori dal finestrino vediamo scorrere paesaggi diversi, che si susseguono nella loro varietà.
Ogni tanto il treno si ferma: qualcuno sale, altri scendono, come tutte le persone che incontriamo nel nostro viaggio di vita. Qualcuno resterà nella nostra memoria; qualcun altro sparirà per sempre.

Forse possiamo prevedere quale sarà la nostra prossima fermata, ma con certezza non sappiamo dire quale sarà l’ultima. Il treno, come il tempo, continua la propria corsa: sta a noi decidere se seguirlo o vederlo scorrere, e lasciarlo passare inutilmente.

Nessuno può garantirci che ci sarà un “prossimo treno”.

Viaggio in treno

Correlati:

Buon Natale in tutte le lingue

Buon Natale in tutte le lingue

Video di auguri di Buon Natale

In questo video, ho cercato di raccogliere, in maniera originale, il “Buon Natale” in (quasi) tutte le lingue del mondo.

Merry Christmas! (English)
¡Feliz Navidad! (Spanish)
圣诞快乐! (Chinese)
メリークリスマス! (Japanese)
메리 크리스마스! (Korean)
Boldog karácsonyt! (Hungarian)
Feliz Natal! (Portuguese)
¡Feliz Navidad! (Spanish)
Bon Nadal! (Catalan)
Veselé Vánoce! (Czech)
Glædelig jul! (Danish)
Hyvää Joulua! (Finnish)
Joyeux Noël! (French)
God jul! (Norwegian)
Prettige Kerstdagen! (Dutch)
Wesołych Świąt! (Polish)
Buon Natale! (Italiano)
Mutlu Noeller! (Turkish)
Καλά Χριστούγεννα! (Greek)
Fröhliche Weihnachten! (German)
С Рождеством Христовым! (Russian)
God Jul! (Swedish)
عيد ميلاد سعيد! (Arabic)
Chúc mừng giáng sinh (Vietnamese)
Il-Milied it-Tajjeb (Maltese)
Manuia le Kerisimasi (Samoan)
Wli Nuelewimk (Lnuismk- the Micmac language)

Buon Natale in tutte le lingue

Altri temi natalizi:

Importanza musica da film

L’importanza della musica in un film

Non sottovalutare la musica da film

THE IMPORTANCE OF MUSIC IN A MOVIE

I would like to share with you an interesting anecdote that should make some film directors think twice before saying “music is not so important”.

Importanza musica da film

«One must not underestimate the power of music within film, even if it is all too rarely appreciated. An  excellent example is “The Lost Weekend”: a 1945 film starring Ray Milland. Originally released without any music whatsoever, the audience laughed and sniggered, particularly during the most dramatic scenes, in which we were shown Milland’s descent into an alcoholic blur. After being shelved for a number of years, however, Miklos Rosza was brought into musically score the film and, upon its re-release (with no other alterations), the film went on to win best actor, best picture and best director… with no acknowledgement for the score!»

(Richard Davis)